Dal Quotidiano allo Straordinario: lo Sguardo di Mary sul Mondo Magico

Mostri, spiriti e fantasmi sono da sempre grandi protagonisti o comprimari delle opere narrative giapponesi. Fin dalla notte dei tempi leggende, poemi e racconti sono pieni di figure magiche strane, inquietanti o benevole che interagiscono con le figure umane. Un serbatoio infinito dal quale attingere per gli autori contemporanei, che hanno riempito romanzi, manga, anime e lungometraggi cinematografici di presenze sovrannaturali se non direttamente prese dal folklore, ispirate a uno dei tanti esseri incantati che da secoli vengono tramandati dai racconti.

Non ha fatto eccezione lo Studio Ghibli, che con Hayao Miyazaki ha portato sullo schermo alcune delle più memorabili creature del cinema d’animazione, e non poteva certo farla lo Studio Ponoc, degno successore di uno stile e di una tradizione che ha milioni di appassionati in tutto il mondo.

Anche in Mary e il Fiore della Strega, infatti, l’elemento fiabesco si inserisce in quello realistico per creare incredibili effetti visivi e narrativi. Il risultato è che lo spettatore si sente “a casa”, e al tempo stesso desidera vedere che cosa si nasconde nella prossima sequenza del film.

Nel mondo della fantasia

La noiosa vita di campagna di Mary, a casa della pro-zia, viene lentamente rivoluzionata da eventi che si fanno via via più fantasiosi e sorprendenti.

Il prologo stesso è una promessa fatta di spettacolo e stupore: la fuga di una strega dall’incendio di un villaggio tra le nuvole, inseguita da creature magiche dalla forma strana e curiosa… Ad un certo punto anche la nebbia che cade fitta sul bosco dove si nasconde il “Volo Notturno” ovvero il fiore della strega del titolo, sembra quasi dotata di vita propria, come se fosse composta da piccole creature magiche.

Questa è la forza dell’immaginario creato dagli autori dello Studio Ponoc, che riescono a trasformare il quotidiano in qualcosa di straordinario grazie ad uno stile di animazione tradizionale e moderno, dagli sfondi dipinti a mano realizzati ad arte alle animazioni fluide dei personaggi.

E così Mary, giovane ragazza avventurosa, attraverso i suoi occhi innocenti si trova a fronteggiare un mondo che non avrebbe mai immaginato, che la porterà ad affrontare sfide personali ma anche minacce per il mondo intero. L’incontro con creature bizzarre, con personaggi dall’aspetto assurdo e dalla capacità di trasformarsi o far comparire dal nulla spiriti incantati, farà rimanere a bocca aperta sia lei che gli spettatori.

Proprio come nei film firmati dal maestro Miyazaki, anche nello Studio Ponoc gli autori si sono impegnati a mantenere il brivido dell’ignoto e dell’imprevisto, condito da mutazioni e sortilegi che possono rivoluzionare quello che pensavamo fosse ormai certo.

Chi si ricorda capolavori come Laputa – Il castello nel cielo, La Città Incantata o il Castello Errante di Howl non potrà che apprezzare le sequenze in cui Mary si trova a fronteggiare strambe trasformazioni di creature ordinarie o sventa piani diabolici che minacciano di riversare magia pericolosa sul mondo intero.

E quando una delle persone a lei care rischia di cambiare per sempre la sua forma a causa di un esperimento che sfida i limiti dell’etica del mondo stregonesco, farà di tutto per impedire di perdere quello a cui tiene e salvare l’umanità.

La cifra stilistica del passaggio attraverso un mondo magico per affrontare una crescita personale è perfettamente rispettata. Una metafora raccontata con sapienza e originalità, tanto che la continuità tra Ghibli e Ponoc appare naturale e il futuro sempre più ricco di nuovi racconti da aspettare.

Per scoprire come la tradizione si fonde alla modernità, in una nuova… trasformazione per l’animazione mondiale, che saprà affascinare vecchi e nuovi fan dell’animazione giapponese, non ti resta che correre al cinema per vedere “Mary e il Fiore della Strega”, in sala fino al 20 giugno!

2018-06-18T11:28:37+00:00
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